P e d r a i l

"se c'è una birra al traguardo aspettate a darmi per disperso…"

Reset

Parola chiave dell’estate: reset. Devo rivedere molte cose: preparazione fisica, approccio mentale alla gara, cura dell’alimentazione pre e durante la gara e calibrazione degli obiettivi stagionali.

Avrete già capito che la debacle dell’Eremitica non è stata né l’ultima né la più cocente:

  • BVG 75K: fallito cancello orario dei 65 Km per una manciata di minuti
  • DXT 53K: cancello dei 38 raggiunto dopo ore dal limite, spinto solo dal miraggio di una birra promessa (e pagata) dalle scope (grazie ancora per l’incitamento e la pazienza).

BVG 75K

Avevo due obiettivi, uno realistico (arrivare ancora in gara al cancello di Ustecchio) e uno utopistico che avrebbe previsto una sbronza 1 minuto dopo aver tagliato il traguardo a Limone. La “sconfitta” quindi qui è stata relativa, soprattutto considerando che a causa di una errata lettura del chilometraggio ho rallentato drasticamente negli ultimi 2 Km per conservare le poche energie ancora disponibili e decidere all’ultimo secondo se affrontare o meno gli ultimi 10Km con un minimo di sicurezza (buio, fango e discesa finale pericolosa), salvo poi constatare che il cancello non arrivava mai. Alla fine è arrivato 3 Km oltre quanto previsto, ma da quanto sopra si deduce che comunque ero davvero al limite quindi forse il fato ha scelto per me al meglio. 

Il percorso da Salò a Bogliaco, seppur interessante, non riserva particolari scorci o viste, molto corribile, a parte la salita iniziale, ma dati i 25 km fa già selezione.

Da Bogliaco inizia la parte panoramica e spettacolare, non saprei scegliere gli scorci migliori tra la valle delle cartiere, i passaggi tra rocce, cascatelle e in parete o il mitico “senter del luf”. Peccato le nuvole, che hanno nascosto invece la vista sul lago.

Organizzazione perfetta (non semplice data la logistica e il percorso in linea e non ad anello), grandi i ristori e il tifo (anche per gli ultimi) su tutto il percorso.

DXT 53K

Se la BVG mi ha lasciato l’amaro in bocca per non averla chiusa per un niente, la DXT mi ha invece segnato.

Mi sono iscritto tempo fa, su invito di un amico (lo stesso che mi aveva di fatto “obbligato” a partecipare al mio primo Trail 2 anni fa – La Uno di Monticelli 2018 – e che quindi è responsabile di questa mia passione) che cercava un compagno di avventura. Ho preso l’occasione al volo dato che l’idea di correre sotto le dolomiti mi stuzzicava da un pò e dato che con il mio “tarta-passo” non è mai facile trovare il giusto partner su queste distanze (il più veloce – ergo non io – rischierebbe di aspettare per ore al traguardo e solo ad un amico mi sentirei di chiedere tanta pazienza).

Solo dopo aver formalizzato (e pagato) l’iscrizione ho iniziato a capire che forse la sfida era ancora più ardua della BVG, dati i dislivelli e i cancelli, ma restavo ottimista: con una buona preparazione avrei potuto farcela.

Breve sintesi: la preparazione è stata un disastro, causa imprevisti di lavoro, tempo inclemente nelle ultime settimane e trasferte con le bimbe per le loro gare ed esibizioni, il morale alla vigilia era a terra e la mente preparata al KO tecnico.

Invece è stato molto peggio.

Dopo i primi 10 km un disturbo di pancia ha cominciato a farsi sentire, ed è diventato intollerabile all’incirca dopo altri 3-4 km durante la salita più ardua di tutto il percorso verso il Bivacco Grisetti: peccato che tra rocce e pini nani non fosse facile liberarsi con un minimo di privacy (a quel punto avevo ancora gente sia davanti che dietro). Ho tenuto duro fino in cima dove sono riuscito a trovare un angolo appartato, ma la successiva discesa, dove speravo di recuperare un pò di minutaglie, mi ha trovato fiaccato e indebolito. Dopo il successivo ristoro la situazione è peggiorata, ho dato di stomaco e ho iniziato a strisciare. A Pecol ero pronto al ritiro, ma solo grazie all’insistenza delle scope, ormai sopraggiunte, ho deciso di continuare fino a Passo Staulanza per godere ancora un poco della maestosità delle dolomiti che mi circondavano. 

Ma arrivare con circa 3 ore di ritardo al cancello, seppur con alcune attenuanti, è stato (ad oggi) il momento più nero e buio da quando ho iniziato a correre. Panorami, incontri, emozioni… niente riusciva a far pendere la bilancia al positivo. Mi sono forzato a non pensarci troppo, almeno fino a dopo una doccia e un massaggio.

E a cena per farmi male ho iniziato a discutere con il mio compagno di avventura della Adamello Trail 90K di Settembre, giusto per stare con i pedi per terra…

2 thoughts on “Reset

  1. ricordati che insieme a me, ci sono un sacco di persone che ti ammirano, perchè provarci e impegnarsi in sfide molto oltre il nostro limite è cosa da pochi….e tu sei uno di quei pochi…

    con tanta stima
    donato

    p.s. non ti ho visto negli iscritti del bronzone..

    1. Grazie Donato, mi rincuora… Bronzone se vengo mi iscrivo al momento: mia moglie parte con le bimbe per le finali nazionali di ginnastica ritmica e io devo gestire il maschietto. Se i nonni sono disponibili forse ci vediamo… Stay Tuned 😉

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