P e d r a i l

"se c'è una birra al traguardo aspettate a darmi per disperso…"

Eremitica (2019)

Prima o poi doveva succedere: fa parte della sfida con se stessi, del mettersi in gioco. 

Ho dormito bene. Mi sono svegliato presto per spararmi una piccola dose di pasta in bianco a 3 ore circa dalla partenza. Sono arrivato per tempo al ritiro del pettorale, ho controllato il meteo e ho rifinito l’abbigliamento da gara e il materiale che intendevo portare nello zaino. Caffè zuccherato, punzonatura, selfie di rito, saluto al drone, Garmin impostato e via.

Ho iniziato a pensare male quando il “Live Track” non è partito correttamente a causa di una errata impostazione sullo smartphone, ma i successivi 6-7 Km sono scivolati via bene, con ottime sensazioni, stavo comodamente nel gruppone di coda e pensavo che avrei migliorato il tempo dello scorso anno.

All’attacco dell’impegnativa salita verso “Furche” prima e “Faet” subito dopo, dove avrei dovuto vedere il lavoro svolto negli ultimi mesi, mi sono piantato e ho iniziato a cedere il passo lungo il single track sul crinale. Sono arrivato in cima demoralizzato:  pochissimi i concorrenti che arrancavano dietro di me, tempi riallineati allo scorso anno, gambe dure anche per la discesa in cui avrei dovuto recuperare molto del tempo perso.

All’imbocco del “Sentiero dei Papi” (dalla “Madonna delle Fontane” verso “San Rocco“) ho cercato di approfittare del tratto corribile per testare le energie, ma il Garmin certificava inesorabilmente la mia pessima condizione. E lungo il tratto di risalita lungo la “Val Bertone” il tarlo ha iniziato a scavare gallerie nella testa.

Sono arrivato al cancello orario all’imbocco della salita verso il “Passo del Viglio” in anticipo di circa 20 minuti: niente crampi, niente cadute o rotture e tutto il tempo per superare la crisi di mezzo percorso, probabilmente recuperando anche posizioni e minuti. Ma la testa, di solito il mio punto di forza, se ne era già andata e stava simulando la salita del “Passo del Cavallo” con le gambe e lo stato psicofisico del momento, disegnando uno scenario di possibile default in terra Lumezzanese (con relativi problemi di attesa prima di poter rientrare alla base per una doccia calda).

Intanto che cercavo di convincermi ad andare avanti ha iniziato a soffiare un vento gelido, che ha definitivamente spento la fiammella che a fatica stavo cercando di riaccendere.

E quasi senza accorgermi ho riconsegnato per la prima volta il pettorale di gara, annotando il primo ritiro della mia breve carriera di trailer.

1 thought on “Eremitica (2019)

  1. ritirarsi è un gesto di grande umiltà e coraggio…ti ammiro per questo.
    Ora avrai ancora più ‘determinazione’ per affrontare le tue prossime sfide…

    forza Cristian !!

    (l’ho scritto giusto il tuo nome ?)

    a presto
    Donato

Comments are closed.